Recensione: Giacomo C. 6

Giacomo C., seduttore
di Giuliano Scialpi

GIACOMO C. 6
Autori: Jean Dufaux (testi), Griffo (disegni e copertina)
Autori: 96 pagine, b/n, brossurato, 21x16, 2,90 €
Editore: Editoriale Cosmo

Un intenso primo piano in copertina ci introduce nel penultimo, ed interlocutorio, numero della serie dedicata al seduttore veneziano, in vista dell'attesissimo finale in formato extralarge (ben 160 pagine). Anche questa volta la sapiente sceneggiatura di Jean Dufaux e gli intriganti disegni di Griffo ci catapultano nell'atmosfera di una Venezia libertina e misteriosa dove convivono, apparentemente senza contraddizioni, vizi privati e pubbliche virtù. Un albo non all'altezza dei precedenti questo, dal sapore incompleto in quanto la seconda delle due storie presenti si concluderà solamente nel prossimo numero, dove verrà svelato il segreto delle origini del nostro eroe. Una forzatura storica che tuttavia l'autore si fa ben perdonare, in virtù della precisione con cui è delineato il contesto delle avventure ed è illustrata la Serenissima, coi suoi ponti, canali, piazze, mercati e bordelli. Nei personaggi, ben definiti dal punto di vista psicologico, sembra di intravedere i caratteri dei protagonisti della commedia dell'arte o delle opere di Goldoni. Pertanto Casanova adombra il Pulcinella, a volte malinconico ma in fondo saggio, il servo Parmeno l'Arlecchino truffaldino, San Vere il dotto ed intrigante Balanzone, il consigliere Valdi il vecchio e geloso Pantalone. Nella seconda storia la Fiammina/Rosaura, il cavaliere Sorren/Gianduia con il suo bagaglio di coraggio e focosità, l'attore Amalfi/Pierrot sognatore tragico. Gli intrecci originali non stancano mai il lettore, ma lo spingono a divorare velocemente le pagine all'inseguimento dell'ambita rivelazione del segreto, a volte amaro perchè frutto della banalità del male. Gelosia, avidità, orgoglio, follia, sono questi gli impulsi che spingono l'uomo a commettere quei crimini che il nostro Giacomo, antesignano di Sherlock Holmes, è chiamato a svelare. Ma il suo sguardo intriso di pietà sa comprendere e non giudica, tranne che nei riguardi dell'ipocrisia dell'odiato marchese di San Vere, col quale si avvicina la resa dei conti. Grazie dunque all'Editoriale Cosmo per aver portato in dirittura d'arrivo un fumetto di spessore, ma al contempo di gradevole intrattenimento.
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