Recensione: Dylan Dog 248

Aspettando il Nemrod di Celoni...
di Alessandro Neri

DYLAN DOG 248
Autori: Bruno Enna (testi), Fabio Celoni (disegni), Angelo Stano (copertina)
Formato: 98 pp., b/n, brossurato, 21x16, 2,50 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Una bella storia, ben scritta, in cui una pistola maledetta passa di mano in mano e tutti i suoi possessori muoiono suicidi.

Una bella storia dicevamo, se non l’avessimo già vista e rivista sulle pagine di Dylan Dog e non solo. L’oggetto maledetto che conduce alla morte i suoi possessori, non è certo una novità. Però, pur mancando dell’idea originale (non che in DYD questo sia nuovo, anzi ne è quasi il fondamento), Bruno Enna si districa bene e per un bel pezzo non si pensa (quasi) a quello che sembra la rivisitazione o il remake di altri fumetti, film e libri.

Il tutto è arricchito dalle stupende tavole di Fabio Celoni, disegnatore che sa ben reinterpretare il mondo dylaniato a suo modo, dandogli la giusta cupezza che da anni manca troppo spesso, ma che sentiamo un po’ stretto nella gabbia bonelliana da 6 vignette a pagina e lo aspettiamo con impazienza per novembre con la sua nuova avventura, Nemrod, che gli lascerà sicuramente più libertà di movimento.
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