Recensione 1 - San Michele 1

Ottimo inizio per il duo Celoni-Coppe
di Davide Paolino

SAN MICHELE 1
Autori: Fabio Celoni e Adriana Coppe (testi), Sergio Gerasi (disegni), Fabio Celoni (copertina)
Formato: 98 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 2,70 €
Editore: Star Comics

Sembrano passati decenni da Nemrod, una delle prime creature della Star Comics. Una miniserie che poi, tanto mini, non è stata. Infatti ebbe la fortuna di toccare quota ventiquattro numeri, e poi venire clamorosamente chiusa quando mancavano solo tre albi. Quegli albi, poi, che dovevano essere pubblicati come “Speciali” ma che sono stati rinchiusi in qualche cassetto e ancora non vedono la luce. Ma concentriamoci su questo nuovo prodotto.

San Michele vede ai testi proprio uno dei due ideatori della miniserie già citata: stiamo parlando di Fabio Celoni, artista eclettico, che ormai è sempre più un autore completo. Basti pensare ad una storia di Dylan Dog, racchiusa nell’albo Gigante n. 18, che lo vede sia ai testi che ai disegni. Storia peraltro sicuramente incline col personaggio e ottima.

Celoni è affiancato da Adriana Coppe, che abbiamo già avuto modo di conoscere per il numero 24 di Nemrod (in coppia con Francesco Savino), quello che ha chiuso la testata e che aveva dato una sorta di rinnovo alla trama globale. Un curriculum ancora breve, ma che promette bene.

Insieme, i due, presentano le avventure di Brian o’Brien, un biologo irlandese, capitato per lavoro nell’Italia centrale. L’anno è il 2101, il borgo abbandonato di San Michele lo aspetta, con tutta una serie di misteri in cui lui si ritroverà coinvolto.

Il primo albo è sempre il più difficile, lo si sa bene, bisogna spiegare in 96 tavole chi è il personaggio principale, delineare uno scenario accattivante e inserirci anche una forte dose di mistero. Se poi pensiamo che questa serie durerà solo sei albi, la fatica è doppia, perché bisogna accelerare tutto, far accadere gli eventi in modo da non lasciare mai il lettore tranquillo. E questo primo albo ne esce bene, delineando un quadro dell’Italia futurista, decisamente plausibile. Quel misto tra tecnologia e fiducia nelle tradizioni che perfettamente raccoglie il pensiero italico dei borghi, dei paesini. I due autori, grazie anche alle tavole di Sergio Gerasi, sempre più l’uomo di punta per la Star, riescono ad ideare una trama che invoglia alla lettura, e soprattutto all’acquisto dei numeri successivi. Il giudizio, ovviamente, è sommario, siamo ancora all’inizio. Peccato, però, per la bimestralità.

Intanto complimenti ai due anche per la copertina (a Celoni), e per il lettering (per la Coppe). Di sicuro, non ci viene in mente un autore anche letterista.
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