Recensione: Lucky Luke 41

Il West sportivo verso la conclusione
di Giuliano Scialpi

LUCKY LUKE 41
Autori: Laurent Gerra (testi), Achdé (disegni)
Formato: 100 pagine, colore, brossurato, 19x27, 3,99 €
Editore: La Gazzetta dello Sport

Ospiti di eccezione sul numero 41 della collana che La Gazzetta dello Sport dedica ad uno dei personaggi a fumetti più amati a livello mondiale, quel Lucky Luke che spara più veloce della sua ombra, creatura del duo Morris/Goscinny, sono la diva Liz Taylor e gli attori John Wayne e Kirk Douglas!

Nel solito formato che racchiude due episodi del cavaliere solitario sono presentate le prime due storie pubblicate dopo la scomparsa dell'autore Morris (Goscinny l'aveva preceduto quasi trent'anni prima) ad opera del comico francese Laurent Gerra ed Achdè (nome d'arte di Hervè Darmenton), intitolate "Lucky Luke in Quebec" e "La corda al collo". Ed è proprio in quest'ultima che fanno una comparsata i tre celebri attori o meglio le loro caricaturali controfigure a cui ci ha abituato lo stile dell'opera che esalta in chiave comica le caratteristiche non solo dei personaggi ma anche delle situazioni tipiche del mito del West. E se nei numeri precedenti abbiamo assistito alla corsa all'oro, alla scoperta del petrolio, ai matrimoni per corrispondenza, alle carovane dei puritani, e conosciuto dei personaggi realmente esistiti o quantomeno le loro distorte controfigure come Billy the Kid, Calamity Jane e Buffalo Bill, questa volta a fare le spese del dissacrante occhio degli autori sono la nascita del nuovo Stato francofono canadese e l'ingloriosa fine dei celebri fratelli Dalton sospesi tra una pena di morte e qualcosa di ancora peggiore: il matrimonio con le perfide arpie figlie del capo indiano Aquila Allegra. Come sempre le avventure si dipanano a ritmo veloce tra malvagi affaristi da operetta, rodei, minacce indiane, rapine alle banche e gli immancabili Rantanplan il cane più stupido del West e Jolly Jumper il destriero più veloce del West.

È innegabile che pochi altri fumetti siano riusciti a coniugare così mirabilmente contesto storico ed umorismo riuscendo a farci sorridere ma ad incuriosire il lettore su quell'epopea di cui non è mai stato scritto abbastanza. Un formato ideale alla grandezza delle vignette ed un prezzo contenuto faranno rimpiangere l'incipiente ultima uscita di questa ottima collana.
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