Recensione: Iron Man & New Avengers 12

Un nuovo Tony Stark
di Flavio Grazioso

IRON MAN & NEW AVENGERS 12
Autori: Kieron Gillen, David Michelinie e Robert Vendetti (testi), Carlo Pagulayan, David Ross e Nelson DeCastro (disegni), Scott Hanna e Bob Layton (chine), Guru eFX (colori), Greg Land e Paul Renaud (copertine)
Formato: 80 pagine, colore, spillato, 17x26, 3,50 €
Editore: Panini Comics

Con i numeri 16 e 17 di Iron Man le avventure galattiche dell'Uomo di Ferro raggiungono il culmine nel quarto e quinto (ultimo) appuntamento con “Le origini segrete di Tony Stark”. Abbiamo visto tanto nei numeri precedenti e di come Howard, padre di Tony abbia accettato un accordo con il Registratore Rigelliano 451 che consisteva nel far nascere un messia della razza umana, che avrebbe condotto la Terra a dominare l’universo. Quel bambino era Tony, e Howard accettò solo per far nascere un figlio in salute, che altrimenti sarebbe morto alla nascita

Kieron Gillen ha riscritto totalmente un personaggio, cambiando radicalmente il punto di vista dei lettori; quasi arrivando a “snaturare” il genio di Tony, finora ritenuto del tutto innato, rendendolo artificiale fino a uno sconvolgente colpo di scena finale che riscrive il suo essere “Stark”. Alla fine di quest’arco narrativo Tony torna sulla Terra, spiegando così la sua presenza durante l’invasione di Thanos nel crossover Infinity.

Ai disegni il filippino Carlo Pagulayan, succeduto a Greg Land, tende a marcare meno i propri disegni e ricorre maggiormente alle splash page rispetto al suo predecessore.

Sulle pagine di New Avengers 10 si complicano le cose per gli Illuminati. Le incursioni provenienti dagli universi paralleli si prendono una pausa, per focalizzarsi sul crossover ora in corso nel mondo Marvel: "Infinity". Freccia Nera, Re degli Inumani, convoca il resto del gruppo in una realtà in miniatura (La Sfera) creata da suo fratello Maximus, dove può parlare senza che il potere della sua voce devasti ogni cosa. Rivela che Thanos brama la morte di una persona, un giovane inumano, in particolare: suo figlio!

Jonathan Hickman sconvolge continuamente il corso degli eventi del gruppo più segreto del mondo Marvel, nato per prevenire le minacce alla Terra, ma che non riesce a far fronte a tutto. Soprattutto lo sceneggiatore fa leva sull’attrito tra due delle personalità più preponderanti del team: Pantera Nera e Namor. Tra i due re la frattura si è formata nel crossover "AvX" che ha visto le truppe di Atlantide attaccare il Wakanda, e Namor investirla con uno tsunami che ha provocato un genocidio. Il contrattacco a sorpresa delle truppe del Wakanda ad Atlantide, e il “tradimento” di Namor (che rivela a un luogotenente di Thanos la falsa informazione che una delle Gemme dell’Infinito, tanto bramate dal Titano Folle, si trovi nel Wakanda) visto nel numero precedente, sembrano rendere questa spaccatura irreparabile. I disegni di Deodato rendono il ruolo dietro le quinte degli Illuminati al meglio, con toni molto profondi e tratti marcati, preferendo il primo piano dei protagonisti (e antagonisti) rispetto all’ambiente. I colori, dai toni profondi ci fanno provare la stessa angoscia provata dagli eroi in questo buio momento.

In coda abbiamo una storia di Machine Man: "L’uomo diventato me", il difficile percorso di questa macchina per scoprire la sua natura umana.
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