Recensione: Venus in Love 9

Lui e Lei puntavano all'Altro...
di Michele Miglionico

VENUS IN LOVE 9
Autore: Yuki Nakaji (testi e disegni)
Formato: 208 pagine, b/n, brossurato, 17x11, 5,50 €
Editore: Planet Manga

I mangaka dovrebbero peccare di umiltà, qualche volta. Nella cultura nipponica è imperante che gli autori facciano tutto da sé, le collaborazioni sono casi rari che si ricordano (Yumiko Igarashi, le CLAMP, "MPD Psycho"). Purtroppo Yuki Nakaji non fa eccezione. L'autrice interpreta alla perfezione lo stilema grafico dei fumetti per ragazze degli anni '90-2000, ispirandosi a Marmalade Boy. Aveva tra le mani un concept ancora poco abusato, quale la rivalità sentimentale tra una lei e un gay. Ha preferito fare di testa sua, prima non sviluppando al meglio l'impianto di base, poi facendone cadere i presupposti - snaturandolo - per finire con un accanimento terapeutico che, per probabili motivi di vendite, ha trascinato la trama fino al futuro 12° volumetto.

Uno sceneggiatore con la giusta tecnica avrebbe svolto meglio il tema e avrebbe chiuso la storia quando i tempi erano maturi. La Nakaji, invece, tiene bassa, quasi spenta, la fiamma del conflitto e dell'azione. I protagonisti vivono le loro esistenze, giorno dopo giorno, senza sconvolgimenti degni di nota; il fuoco viene ravvivato solo dal provvidenziale ingresso di nuovi personaggi. Alcuni di loro non hanno neanche una sessualità ben definita, come se fosse facile cambiarla, come se si fosse in un'utopica antica Grecia. Volendo essere buoni, si può apprezzare la sperimentazione di un fumetto in cui non succede granché e che, in qualche modo, va almeno in pareggio.

Per carità, Venus in love non fa schifo, anzi. È scorrevole, è ben disegnato. Ciò che rode è il pensiero che si potesse fare di più... e che mancando solo tre numeri alla conclusione, chi ha cominciato arriverà fino alla fine, veicolando all'autrice un messaggio in parte fuorviante.
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