Recensione: Topolino 2764

Compleanno con tutto nel passato
di Michele Miglionico

TOPOLINO 2764
Autori: AA.VV. (testi e disegni)
Formato: 178 pagine, colore, brossurato, 14x18,5, 2,20 €
Editore: Walt Disney Italia

La copertina di Giorgio Cavazzano, dal concept originale e dallo strillone "L'ultimo caso per Topolino!", già fa venire l'acquolina in bocca. Stiamo per leggere un'avventura revisionista sul futuro di Mickey Mouse? No, niente di tutto questo, ma Tito Faraci ha pensato bene di regalare alla sua più celebre creatura adottiva, per il suo ottantesimo compleanno, una storia dal sapore definitivo, strizzando l'occhio a tutti i cultori del classico fumetto Disney. "L'ultimo caso", infatti, si ricollega alla storica "Topolino poliziotto e Pippo suo aiutante" dove Floyd Gottfredson mise le basi per il futuro da detective del roditore e per la sua amicizia con lo strambo cane. Questo viene glissato nel breve redazionale che introduce la storia, ma diventa evidente se Giorgio Cavazzano è "costretto" (con gran divertimento) a scimmiottare proprio lo stile anni '30 in un flashback che rievochi quella lontana vicenda. Nelle restanti tavole, il Maestro veneziano non può né essere raggiunto né superarsi. Lo sceneggiatore raggiunge vette simili. Il soggetto non vanta niente di straordinario, ma la delicatezza con cui viene toccato il passato dei personaggi, i silenzi, l'azione, le battute revisioniste, la caratterizzazione di Pippo, l'umorismo ci consegnano una delle migliori prove canoniche dell'autore, il quale probabilmente non potrà più aggiungere altro sulla propria concezione del personaggio.

Altro pezzo da novanta che campeggia in queste pagine è Silvia Ziche, con la sua "Gulp" d'ordinanza in apertura e con la terza puntata di "Topolino e la rapina del millennio", in cui il festeggiato viene catapultato nella surreale situazione di essere considerato complice di Gambadilegno e Trudy. Prove gradevoli, anche se abbiamo letto di meglio da parte dell'autrice.

Le saghe non si fermano qui: la nuova direzione sta puntano molto sulle storie a puntate, forse per fidelizzare il pubblico, forse per strizzare l'occhio al successo delle serie degli altri media. Anche "Il grande viaggio di Paperino e Papernova" è arrivato alla terza puntata, una miniserie di Stefano Ambrosio sulla magia e sui giochi di prestigio, con la presenza della versione disneyana del prestigiatore televisivo Casanova - il che già può far storcere il naso ai più snob. Il titolo "Transilvania, terra di fantasmi" rende l'idea del tentativo di essere originale. Ma sembra che anche il disegnatore Giuseppe Dalla Santa, come noi, non sia molto ispirato dalla sceneggiatura.

Zio Paperone e la scomparsa istruttiva” di Alessandro Mainardi e Giampaolo Soldati si innesta nel filone della rivalità tra il protagonista e il rivale Rockerduck. Qualche spunto originale, ma difficile evitare il déjà vu; impossibile nel caso di “Paperino e la soluzione al parcheggio” di Carlo Panaro e Andrea Lucci: la redazione dev'essere ossessionata dal tema del titolo, perché ritorna periodicamente come le tasse.

Un discorso a parte per "Paperino Paperotto e l'invisibile mostro Cappotto". Il format bucolico-infantile è da anni un fiore all'occhiello della testata, pur con i suoi alti e bassi. Questo è un "alto": Annamaria Durante segue benissimo le orme di Bruno Enna, il più poetico sceneggiatore del personaggio. Con un'altra donna al tavolo da disegno (la buona Giada Perissinotto), ci fa sorridere - con il rischio di commuovere - con un tuffo nell'immaginifico mondo dei bambini. Il tocco materno si sente.

A condire il tutto, un ciak di Alessio Coppola e un ciak di Massimiliamo Valentini e Massimo Asaro.
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