Recensione: Speciale Dampyr 3

Nemici "speciali"
di Claudio Zen

SPECIALE DAMPYR 3
Autori: Diego Cajelli (testi), Fabrizio Russo (disegni), Enea Riboldi (copertina)
Formato: 176 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 5,30 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Diego Cajelli inventa un’avventura noir e d’azione al cardiopalma con il giusto pizzico di soprannaturale, che spedisce i “nostri” in estremo oriente, nel triangolo d’oro. Tratteggiando sobriamente la struttura e la natura di una società che fornisce “servizi di sicurezza” esclusivi e definitivi, ci fa tuffare nel mondo delle Triadi e della coltivazione del papavero da oppio. Con una spruzzata di high-tech e un taglio generale che richiama Fratelli nella notte e tutta la filmografia di genere bellico-vietnamita, e la giusta dose di horror, la storia fila via in crescendo, l’adrenalina pompa a mille, niente viene lasciato sospeso, niente viene dimenticato. Nella realtà dampyriana rientra in gioco, seppur non in prima persona, Thorke il demone del cannibalismo cui è devoto il berbalang, lo stregone “cattivo” alleato della Triade delle duecento tigri che gestisce la piantagione. I cattivi non sono vampiri ma bajang, ovvero zombies antropofagi al comando di Ladan Bat ovvero il berbalang. Harlan Draka e i suoi, come tutti gli “eroi” bellici che si rispettino, dopo essere stati quasi sconfitti si riorganizzano, si ripresentano e chiudono i conti. 
Neppure uno stregone seguace di Thorke può reggere il peso dell’anima di Dampyr.

Come già detto, la storia scorre veloce e piacevole ma forse addirittura troppo per chi è abituato allo spessore colto e ai riferimenti “alti” che mastro Boselli ha dato, da subito, come caratterizzazione al personaggio. Per essere uno “Speciale” speravamo in qualcosa di più anche se non ce la sentiamo di dare un giudizio negativo: la storia è coerente a sé stessa e coerente con l’universo dampyriano. La chiave di lettura data da Cajelli è una variazione. Bella, ma pur sempre una variazione.
I disegni di Russo sono ben realizzati, dinamici e oscuri quanto basta (essendo per la maggior parte delle scene d’azione, “girate” in notturna) e meritano la sufficienza. 
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