Recensione: Maxi Dylan Dog 12

Gualdoni e Bilotta promossi
di Davide Paolino

MAXI DYLAN DOG 12
Autori: Giovanni Gualdoni, Bruno Enna e Alessandro Bilotta (testi), Montanari & Grassani (disegni), Angelo Stano (copertina)
Formato: 292 pagine, b/n, brossura, 16x21, 5.80 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Il consolidato duo Montanari & Grassani torna alle matite per il dodicesimo Maxi, testata a tratti ambita e a tratti dimenticata dai fan dell’Investigatore dell’incubo. Tre autori diversi per tre storie che, chi più chi meno, riescono a farci passare un’ora lieta con il nostro Dylan. Ma andiamo con ordine.

“Le morti bianche” di Gualdoni, tra rimandi al Ragno americano, dato che molti personaggi hanno cognomi degli autori del suddetto fumetto, e un tuffo nella realtà più cruda, è una storia che si fa leggere fino al finale che ha qualcosa in comune a “I peccatori di Hellborn”, avventura di Dylan di qualche anno fa inclusa nel decimo Gigante. Un episodio, comunque, non da buttare. Il nostro protagonista è perfetto nel ruolo di un operario in incognito e i comprimari sono molto ben caratterizzati. E l’epilogo è deciso e sorprendente.

“I sei corvi” di Enna, è molto probabilmente l’anello debole dell’albo. La storia è horror, ha mistero in abbondanza e un simbolo perfetto di paura: la figura del corvo. Anche se, un passato, è stata già usata magistralmente dal papà di Dylan ovvero Tiziano Sclavi in “Jekyll”, punti inarrivabili per qualsiasi autore bonelliano. Comunque la storia non trasmette curiosità al lettore che si trascina stancamente verso un finale inaspettato ma, non per questo, esaltante. Bruno Enna saprà sicuramente rifarsi. Questo però verrà ricordato come un incidente di percorso.

“Oggetti smarriti” di Bilotta, invece, è il pezzo forte della testata. La trama è a tratti perfetta: in un ricco quartiere residenziale di Londra, misteriosamente, ritornano dal nulla oggetti buttati del passato. E quindi si rivedono cartoline, lettere, vecchi utensili e anche sacchi con cadaveri. Piccoli problemi che non sono certo facili da risolvere. Aggiungendo anche un assassino che, proprio adesso, ha deciso di passare per Magnolia Lane, un Groucho attivo e divertente come ai vecchi tempi e l’episodio merita e non poco. Il finale è triste e dà a tutta la storia una conclusione unica e completa.

In conclusione, due storie su tre meritano. Un risultato migliore di alcune che, abitualmente, leggiamo sulla serie principale ma che non hanno ne trama, ne horror e non ci trasmettono nessuna emozione.
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