Recensione: L'Uomo Ragno 480

Miss Arrow e gli Agenti dell'Atlas
di Michele Miglionico

L'UOMO RAGNO 480
Autori: Peter David, Jeff Parker, Warren Ellis (testi), Todd Nauck, Leonard Kirk e Mike Deodato Jr. (disegni)
Formato: 80 pagine, colore, spillato, 17x26, 2,80 €
Editore: Panini Comics

Continua la parentesi post-filmica e post-Civil War dell'Uomo Ragno in costume nero. Meraviglia che le matite di Sensational Spider-man siano ancora affidate a Todd Nauck, che non raggiunge standard degni. Peter David ne approfitta per portare verso il compimento la maggiore sottotrama della sua gestione, riguardante Miss Arrow. Lo storico scrittore conferma gli alterni esiti del suo nuovo lavoro su Spider-man: le sceneggiature sono sempre di fattura eccellente, con dialoghi frizzanti, umorismo, cliffhangers... ma i soggetti alla base non sono all'altezza, così indeboliti da deja-vu e idee balzane. Perlomeno, David dimostra un buon senso della continuity.

Non si può dire lo stesso di Warren Ellis. I suoi Thunderbolts sono intriganti. Anche nel senso che si campa di intrighi: l'azione scarseggia, perlomeno in queste ventidue pagine. Colpisce l'interpretazione di Norman Osborn in bilico tra lucidità e follia (la grottesca gag del lapsus è semplice quanto geniale), così come è azzeccata Moonstone. Ollie Osnick, alias il Ragno d'Acciaio, è irriconoscibile tanto nell'aspetto quanto nella caratterizzazione. Un semplice omonimo, per chi lo conosce. Deodato Jr. continua con la sua tecnica del fotoricalco, che può piacere o meno; il risultato è adeguatamente oscuro per l'atmosfera della serie.

Di diverso respiro l'avventura tratta da Spider-Man family di Parker e Kirk, con il primo incontro tra Peter Parker e gli agenti dell'Atlas, un "nuovo" gruppo di eroi del secondo dopoguerra. L'impianto è teatrale e la godibilità della serie è di altri tempi - in senso positivo. Gustoso.
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