Recensione: La luce della luna 2

Proteggi la mia terra, seconda generazione
di Michele Miglionico

LA LUCE DELLA LUNA 2
Autore: Saki Hiwatari (testi e disegni)
Formato: 208 pagine, b/n, brossurato, 17x11, 5,50 €
Editore: Planet Manga

Saki Hiwatari è sincera: ce l'ha messa tutta, ma questa serie non è molto fruibile a chi non ha ben in mente il prequel, la lunga saga di culto/nicchia Proteggi la mia terra. Aggiungiamo noi che qualche problema ce l'ha anche chi non l'ha appena letta. 
Difficile immaginare cosa si evinca senza conoscere i personaggi. La Hiwatari gioca coi neofiti nel creare mistero sulla storia dei genitori del piccolo Ren, già narrata in precedenza. 
Il tratto dell'autrice si è evoluto fino a rendersi irriconoscibile, né in meglio né in peggio - solo diverso. Anche lo stile narrativo è cambiato. Sembra un lavoro affidato a un erede molto vicino alla sua sensibilità, ma pur sempre qualcun altro. Dove la serie originale era un lento dipanarsi di misteri e flashback (alla maniera del telefilm Lost, per intenderci), la genesi poco organica di questa - nata come insieme di capitoli autoconclusivi - conduce a qualcosa di diverso, anche se la rotta si riprende strada facendo.

La copertina suggerisce qualcosa sul leitmotiv di questo volumetto. La Hiwatari scherza sul fenomeno Harry Potter, con il piccolo protagonista che desidera frequentare una scuola di magia e che viene in parte accontentato. In fondo, quando gli spiriti di due alieni vegliano su di te, e i tuoi genitori e la tua migliore amica hanno facoltà sovraumane, non è difficile creare un'atmosfera sovrannaturale! Ad aiutare, un maestro misterioso e sui generis. 

Quindi, tutto sommato, se si cerca una lettura strana, in cui il paranormale si fa strada nella tranquilla Tokyo, un tentativo è lecito.
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