Recensione: John Doe 59

Dante nell'America di Mordred
di Davide Paolino

JOHN DOE 59
Autori: Lorenzo Bartoli (testi), Antonio Cucina (disegni), Massimo Carnevale (copertina)
Formato: 98 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 2,70 €
Editore: Editoriale Eura

Terza stagione di John Doe. Decimo numero di questa stagione ancora più alternativa delle precendenti, ma non per questo migliore.

Nella prima stagione il numero dieci toccò a “Il re del Mondo” con Lester Brown, il comico che riuscì a prendersi beffe di Morte prima di perdere la vita. Nella seconda abbiamo assistito a “La via della Spada”, mitica avventura di John e Pestilenza nell’antico Giappone dei Samurai. E la terza vede presentarsi “Con tutta la forza che posso”, con il redivivo Detective Dante che nella mini a lui dedicata avevamo lasciato con una bomba atomica, pronto a far scoppiare tutta Paradise City. Peccato che Mordred aveva già conquistato il mondo e sconfitto la morte, e quindi tutto è risultato vano.

John nel numero scorso aveva incontrato Guerra, sembrava quasi di essere arrivati ad una svolta nella trama, ma niente, infatti nell’editoriale finale Bartoli Recchioni ci spiegano che JD tornerà quello di prima nel 62: e fino ad allora? Fino ad allora speriamo di non assistere ad altre storie come questa. Non sappiamo chi sentiva la mancanza di Detective Dante, oltre ai fan del medesimo, ma crediamo che quasi nessuno sia rimasto felice di questo ritorno.

Scorrendo le pagine scopriamo che John ha trovato ospitalità da una simpatica vecchina che nasconde non pochi segreti. Tutto questo, però, serve come riempimento fino all’incontro con Dante, che è stato assoldato da Mordred per fermare il ritorno dell’odiato padre. Lo scontro è brutto, senza usare mezzi termini.

Una delle poche cose positive è l’ottimo lavoro di Cristiano Cucina, che speriamo di trovare in futuro. Nel prossimo numero un albo scritto e disegnato da Maurizio Rosenzweig. Ci ha già abituati bene, chissà cosa ne uscirà.
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