Recensione: John Doe 56

La cavia John Doe
di Davide Paolino

JOHN DOE 56
Autori: Davide Costa (testi), Sergio Gerasi (disegni), Massimo Carnevale (copertina)
Formato: 98 pagine, b/n, brossurato, 21x16, 2,70 €
Editorie: Eura Editoriale

Pericle e John continuano a vagare per l’America. Il primo segue il suo padrone dappertutto verso una meta ancora non definita, ma che sembra sempre più vicina. Il secondo dovrebbe esserci abituato: ha viaggiato per due anni fuggendo dalla Morte in persona, ma non si ricorda assolutamente niente. Qualche differenza col passato c’è: prima era a bordo di una macchina speciale, mentre adesso va a piedi, ed è più facile fare brutti incontri se non hai nessuna protezione. Brutti incontri che, puntualmente, accadono ogni mese in questa terza stagione di una delle serie di maggior successo degli ultimi anni. John viene rapito da alcuni uomini incappucciati e si ritrova a dare un contributo importante alla scienza e alla ricerca scientifica, ma da cavia, senza possibilità di scappare via da questa condizione. Ma non hanno fatto i conti con il fidato Pericle che è sempre all’erta per aiutare il padrone e, dopo essere scappato da un recinto dove lo tenevano intrappolato, riesce con un abile stratagemma a risvegliare John (che era chiuso in una cupola piena d’acqua attaccato ad un respiratore, chiaro rimando a Dragon Ball), pronto a vendicarsi contro i suoi aguzzini e a dar loro ciò che cercavano.

Buon episodio sceneggiato dal quasi esordiente Davide Costa - che in passato aveva collaborato con Recchioni - e disegnato da Sergio Gerasi, una delle perle della Star Comics, che ci propone la sua versione di John Doe, perfetta e pulita. Un capolavoro, come sempre, la copertina di Carnevale, veramente una goduria per gli occhi.
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