Recensione: Jan Dix 9

Jan Dix continua meravigliosamente
di Davide Paolino

JAN DIX 9
Autori: Carlo Ambrosini (testi e copertina), Andrea Borgioli (disegni)
Formato: 132 pagine, b/n, brossurato, 21x16, 3,50 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Siamo al numero nove e, purtroppo, Jan Dix si avvicina alla chiusura, fissata con il numero 14. Un protagonista che si avventura nel mondo della pittura è considerato di nicchia già a priori, cosa già accaduta a Napoleone e al suo mondo fantastico immerso nella filosofia.

Ambrosini ci ha abituato bene, ci regala albi su albi ad altissimo contenuto culturale e con quel pizzico di avventura che non fa mai male. Si capisce la sua proverbiale antipatia per la trama globale che, fino ad ora, si è vista poco o niente. E questo, in Bonelli, dovrebbe essere un caso editoriale. Ogni serie deve avere il suo protagonista e il suo antagonista. E questo, in Jan Dix, è stato volutamente messo, un po’, da parte. E non ci dispiace. Terzo albo meraviglioso dopo “La guerra” e “Orizzonti di sabbia”. Ambrosini ci ha preso gusto e anche la mano e, anche grazie al tratto di Andrea Borgioli, ci delizia con una trama che parla di miseria, di pochezza spirituale e di tutto quello che si può fare per il “vil” denaro. Tassello importante in tutta la vicenda è che tutto ciò parte da un disegno di Rembrandt, segno che la matrice artistica della saga è ben impressa nella mente dell’autore.

Insomma ancora una volta Ambrosini ha fatto centro. Jan Dix ha avuto i suoi cali, come tutti, ma se continua su questa strada si avvia verso un finale che provocherà entusiasmo e tristezza. D’altronde solo quattordici numeri sono pochi.
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