Recensione: Jan Dix 7

Ancora Bacilieri per Jan Dix
di Davide Paolino

JAN DIX 7
Autori: Carlo Ambrosini (testi e copertina), Paolo Bacilieri (disegni)
Formato: 132 pagine, b/n, brossura, 16x21, 3,50 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Settima avventura per l’erede di Napoleone: il critico d’arte Jan Dix. Ottimo scenario la città di Amsterdam dove, inspiegabilmente, si scatena una catena di omicidi con alcuni particolari sconcertanti: le vittime sono parenti e i testimoni giurano di aver visto personaggi dei quadri di Rousseau sulla scena del crimine.

Ambrosini riesce a inserire, nelle sue storie, molteplici aspetti della vita, anche i più disparati. E crea, in sole 126 pagine, un’opera perfetta: un poliziesco di sottofondo, l’arte in primo piano, l’amore nei contorni e, in tutto ciò, un personaggio principale che cambia, muta, evolve come succede ad ogni essere umano. Basti pensare come si rivolge Jan Dix a Vivi a pagina 76, un esempio schietto di personalità maschile, in tutti i sensi. Eccezionali, poi, le ultime pagine. Quando tutta l’arte, la psicologia e la conoscenza dell’autore si fondono in sei tavole da urlo. Non c’è che dire: un piccolo capolavoro.

I disegni di Bacilieri appaiono perfetti nella trasposizione dei quadri nella civiltà moderna e si mantengono buoni nel resto dell’albo, ogni avventura stravagante prevede i suoi disegni, scelta azzeccatissima. La copertina di Ambrosini, invece, non colpisce tanto anche se la citazione è d'obbligo e chiara. Ma è un’inezia in confronto alla bellezza complessiva dell’opera.
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