Recensione: Dylan Dog 260

Rotto (di nuovo) l’equilibrio tra il mondo dei vivi e quello dei morti
di Alessandro Neri

DYLAN DOG 260
Autori: Michele Masiero (testi), Giampiero Casertano (disegni), Angelo Stano (copertina)
Formato: 98 pagine, b/n, brossurato, 21x16, 2,70 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Una delle medium del circolo mistico di Madame Trelkovski muore. Se non le sarà trovato un sostituto, in breve tempo l’equilibrio tra il nostro mondo e quello dei morti sarà rotto. Per questo la vecchia e stramba signora fa appello all’amico Dylan, che però, almeno inizialmente, potrà fare ben poco contro le centinaia di morti che non sembrano più tali.

Michele Masiero scrive una storia carina, ma niente di più, nella media delle sue altre sette storie dylaniate (a parte "La Locanda alla Fine del Mondo", la sua penultima fatica per la testata).

Il disegno di Giampiero Casertano (adesso in libreria con Decio su testi di Giorgio Albertini), benché sia uno dei più vecchi disegnatori dylaniati (è entrato nello staff diretto da Sclavi a soli 26 anni), a noi piace solo a tratti, soprattutto non ci convince nella rappresentazione di Dylan, e preferiamo le visioni meno “sportive” e più tetre di Mari, Piccatto e Stano.

Chiudiamo questo albo piuttosto mediocre e aspettiamo impazienti il prossimo. Perché impazienti? Per diversi motivi: la copertina di Stano è fantastica, sicuramente una delle migliori di tutta la serie (e una delle poche, forse l’unica, in cui Dylan non è nella sua uniforme giacca-camicia-jeans); un’altra ragione è il titolo e ciò che implica: "Saluti da Moonlight". Se seguite la serie fin dall’inizio sapete che è a Moonlight che si ambienta il numero 74, "Il Lungo Addio". I puristi non saltino sulla sedia, magari ripensando a "Il Cimitero dei Freaks", il Dylan Dog Horror Club ci assicura che non si tratta di un sequel e che non ci rovinerà il ricordo. Sapendo che gli autori sono Di Gregorio e Freghieri possiamo dormire sonni tranquilli.
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