Recensione: Dago 1 Anno XVI

Meglio la Ristampa
di Claudia Calvisi

DAGO 1 Anno XVI
Testi di Ricardo Ferrari, disegni di Alberto Caliva
98 pagine, b/n, brossura, formato 21x16, Euro 2.70
Editoriale Aurea

Il più famoso, nonché il più venduto tra gli albi non bonelliani, esordisce nel passaggio da Eura alla “pseudo nuova” Aurea con una storia che potremmo definire “horror”.

Il corpo del giovane figlio di donna Veronica, una ricca e bella aristocratica veneziana, viene ritrovato nelle campagne della terraferma, dilaniato da bestie feroci e con il capo schiacciato orribilmente da una pietra. L'infamia di questa morte spinge la ricca signora a cercare l'unica vecchia conoscenza di cui si fida e che può aiutarla a vendicarsi. Il Giannizzero nero ci porterà in un piccolo e isolato villaggio, dove gli sguardi degli uomini , dei bambini e dei vecchi pazzi, urlanti per le strade, hanno qualcosa di malato e di non umano. Il fedele cucciolo Augusto, il cane del giovane assassinato e lo stravagante Gustavo, innocuo ometto innamorato del suo cappello ma che nasconde doti da combattente, saranno i compagni di Dago in questa avventura.

Come sempre la serie monografica risulta meno curata e meno avvincente della Ristampa Dago, ma ciò non toglie che la storia scorra convincente e interessante anche se forse con un finale un po’ buonista e troppo sbrigativo.

I disegni di Caliva perdono un po' in chiarezza e in fluidità, risultando in alcune tavole un poco rigidi nel rendere i movimenti dei corpi, ma conservando l'espressività data dalle emozioni. 
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